Dombrovskis: nuovo Governo continui a ridurre debito

«È chiaro che l’approccio alla formazione del nuovo Governo e l’approccio rispetto alla stabilità finanziaria deve essere quello di rimanere nel corso
attuale, riducendo gradualmente il deficit e riducendo gradualmente il debito pubblico». Mentre Cinque stelle e leghisti sono al lavoro per definire le “regole d’ingaggio” di un governo politico e di legislatura, da Bruxelles arriva la messa in mora delle istituzioni europee sulle priorità del programma, di cui si fa portavoce il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis.

La sponda del Colle sugli impegni europei 
Intervistato da “The Politico” e in risposta a una domanda sull’Italia, Dobrovskis ha spiegato che la prossima settimana l’esecutivo Ue all’Italia di ridurre debito e deficit, un «approccio» che la Commissione intende mantenere «indipendentemente dal Governo che ci sarà». D’altrolde, ha ricordato Dombrovskis, «è lo stesso di Mattarella che durante durante il processo di formazione del Governo ha enfatizzato la necessità di mantenere gli impegni europei».

I timori del Financial Times per l’economia 
Ad esprimere timori sulle prospettive italiane dopo il voto è oggi anche il Financial Times, che in un editoriale parla di Roma che «apre le sue porte ai moderni barbari», dove «le proposte economiche del M5S e della Lega sono una ragione di preoccupazione». L’Italia, si legge nell’articolo pubblicato oggi, «è sul punto di installare il governo più non convenzionale e senza esperienza per governare una democrazia occidentale europea dal Trattato fondatore dell’Ue di Roma del 1957». Prima delle elezioni, scrive il Ft, «era saggezza comune nelle altre capitali Ue e sui mercati finanziari che un governo 5Stelle-Lega sarebbe stato il più inquietante di tutti gli esiti possibili». A inquietare è soprattutto il capitolo economico, su cui gravano «i dubbi più seri», dal reddito di cittadinanza alla flat tax sino alla modifica della legge Fornero sulle pensioni. «Il costo di queste iniziative sarebbe decine di miliardi di euro», ma per le coperture proposte dai due partiti, dalla lotta all’evasione fiscale a alla vendita di asset
pubblici, «colpisce quanto vecchie siano la maggior parte di queste idee».

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