MOZIONE SFIDUCIA A DE LUCA, DIBATTITO IN AULA

“Il sì non avrebbe potuto vincere perché il Pd è sondato al 30 per cento e voler addossare al presidente della Regione la sconfitta del governo è sbagliato perché è stato Renzi a collegare gli esiti del referendum alle sue sorti politiche – ha detto il vice presidente vicario del Consiglio regionale Tommaso Casillo – che ha ricordato: “il presidente De Luca ha vinto le ultime elezioni regionali perché ha assunto degli impegni precisi che ha mantenuto e la popolazione lo ha apprezzato per questo.  Su alcuni passaggi della mozione, che riguardano dichiarazioni che rappresenterebbero un presunto voto di scambio, voglio ricordare le affermazioni del sindaco di Amatrice che ha riconosciuto a Renzi di aver mantenuto le promesse per le aree terremotate, sarebbe incredibile se certe dichiarazioni rese da un amministratore locale, da un uomo delle istituzioni, che si attiva per la risoluzione di tanti problemi dei territori, venissero così assurdamente interpretate”.

“Il centrodestra non è convinto delle mozioni che presenta – ha detto la portavoce del M5S Valeria Ciarambino – .  il governo De Luca verrà ricordato come il governo dei record negativi: ultimi nella sanità, nei trasporti, per l’occupazione, per la povertà. Ben due mozioni di sfiducia contro il presidente della giunta regionale in un solo anno sono un fatto grave per De Luca. L’ultima mozione di sfiducia se l’è scritta da solo quando, in un hotel di Napoli con trecento amministratori, come risulta dall’audizione della registrazione, ha espresso delle parole agghiaccianti e ha praticamente indotto al voto di scambio per ottenere il sì al referendum proponendo lo scambio tra la Costituzione e le clientele. Il 70 per cento di elettori   campani – ha sottolineato Ciarambino –  ha, invece, votato no e hanno bocciato De Luca e il ‘deluchismo’. Il popolo campano ha già sfiduciato il presidente della Regione, anche nelle sue roccaforti, e la realtà campana, disastrosa nella sanità, nei trasporti, nella vivibilità, nell’economia, lo ha sfiduciato. Oggi siamo particolarmente fieri di essere campani e la nostra Campania, nata dal voto referendario, non è rappresentata da De Luca”.
“Ho apprezzato molto il tono del collega Caldoro perché ha aperto ad una riflessione politica sul voto referendario e  non apprezzo, invece, i toni della collega Ciarambino – ha detto il consigliere questore alle finanze Antonio Marciano (Pd) – che ha aggiunto: “certamente siamo ancora di fronte a grandi difficoltà economiche ma non dimentichiamo che proprio Caldoro e la proposta politica di centrodestra è stata bocciata alle ultime elezioni regionali a riprova del giudizio negativo del popolo. La verità è che eravamo ultimi per i livelli essenziali di assistenza, nei trasporti, nella spesa dei fondi comunitari, per il livello più basso di pil, per la scarsa scolarizzazione e per il calo delle immatricolazioni universitarie, era questa l’eredità lasciata da chi ci ha preceduto” – ha evidenziato Marciano – che ha sottolineato: “noi utilizziamo e rilanciamo questa occasione di confronto nella certezza che noi stiamo seguendo la rotta giusta per la Campania, per la semplificazione, per la crescita, per lo sviluppo, per il lavoro”. Per l’esponente del Pd “nessuno può intestarsi la vittoria del no al referendum, perché è una vittoria del popolo che ci colloca in un’Italia certamente diversa, un voto che ha riguardato la Spagna, la Gran Bretagna, l’America dove ampie fasce della popolazione si sono ribellate alla globalizzazione e ai frutti di quelle politiche liberiste di destra che hanno provocato povertà e disoccupazione”. “E’ un dato di fatto che Salerno precipita sempre più in basso nelle classifiche nazionali e che la mala gestione del governo regionale abbia prodotto la forte bocciatura della riforma costituzionale in Campania – ha  detto il capogruppo di FdI, Alberico Gambino, che ha aggiunto: “sono immense le ‘balle’ che vengono raccontate ai campani sul miglioramento delle condizioni di vita della Campania, basta pensare alla sanità che fa registrare una forte percentuale di migrazione dalla Campania verso altre Regioni, basta pensare al pesante tasso di migrazione dei nostri giovani verso altre regioni. Il popolo, soprattutto nel Sud e in Campania, è stanco di ‘elemosinare’ lavoro e una vita normale, questo ha voluto dirci la forte vittoria del no”.
“E’ la prima volta che partecipo ad una riunione in cui tutti si assumono il risultato referendario senza approfondire l’analisi di questo voto che è il più libero che possa esistere e, aver riportato alcune dichiarazioni, seppur infelici, del presidente De Luca, come condizionamento di questo voto è assurdo e sbagliato” – ha detto il capogruppo di  Campania Libera, Psi, Davvero Verdi Francesco Emilio Borrelli –  che ha sottolineato: “queste mozioni di sfiducia sono prive di presupposti e vengono utilizzate per mortificare l’istituzione perché non c’è alcun tema in esse che riguardi l’attività amministrativa dell’ente. Sono certo che, se il centrodestra continua così, non garantirà una buona attività politica nemmeno per i propri elettori”.  “Ciò che ci sta a cuore è che la Campania vada avanti e infatti sono tante le azioni virtuose che abbiamo messo in campo, come l’incremento del fondo delle disabilità, l’acquisto di dodici treni destinati alla linea 2, il piano di sorveglianza per il centro storico di Napoli, solo per citarne alcune, è chiaro che, dopo i disastri degli anni scorsi, ci vogliono anni per vedere i risultati   – ha evidenziato il capogruppo di De Luca Presidente Carmine De Pascale – ed anche l’opposizione dovrebbe contribuire a questa azione costruttiva evitando di impegnare l’istituzione su discussioni sterili”. “Spiace che Caldoro abbia edulcorato la mozione di sfiducia presentata dal centrodestra nei confronti del presidente della Regione, totalmente bocciato dai campani con il no al referendum” – ha detto la consigliera Maria Muscarà – che ha evidenziato: “nella sanità l’emergenza barelle è esplosa, vengono acquistati mezzi di trasporto vetusti dalla Polonia mentre tutte le altre città puntano su mezzi ecologici antinquinamento, la Campania è ultima per occupazione e prima per povertà”. La consigliera del M5S si è anche soffermata “sull’iniziativa, su cui l’Agcom ha aperto un procedimento, tenuta alla Mostra d’Oltremare a Napoli sul Mezzogiorno, finanziata con denaro pubblico e tesa alla propaganda politica per il si’.
“Ricorrere ad uno strumento così forte come la mozione di fiducia e poi orientare la discussione, come ha fatto Caldoro, in un’altra direzione, significa tenere bloccato il Consiglio su un tema che non interessa affatto i campani  – ha sottolineato il consigliere Tommaso Amabile (Pd) – , il documento relativo alla registrazione delle affermazioni del presidente De Luca che è alla base della mozione non è certificato nella sua autenticità ed evidenzia la volontà di tenere il Consiglio bloccato in una discussione meramente politica senza costruzione”. “Qualcuno fa analisi del voto referendario ma il contenuto della mozione è un altro” – ha sottolineato Luigi Cirillo (M5S) –  che ha ricordato l’Agcom, che è un autorità indipendente,” ha sancito che le affermazioni del Presidente De Luca hanno violato la par condicio sul referendum”.
Duro l’intervento del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “La Regione Campania dovrebbe essere gettata nell’ingovernabilita’ e nella paralisi istituzionale per una
battuta goliardica? Ma non vi vergognate? La motivazione della mozione e’ che c’era il dubbio di voto di scambio. Non ho sentito le registrazioni, ricordo cosa ho detto in una riunione di amministratori. Siamo un paese in cui si accetta e si digerisce tutto, anche lo stragismo, ma non si perdona una battuta. Le riunioni per il referendum non sono il massimo del divertimento e, per alleggerire la situazione, ho fatto una battuta goliardica. Il diretto interessato non e’ neanche proprietario di yacht. Mi vergognerei, fossi in voi, a presentare una mozione di sfiducia per questo”. E ancora: “Se si vuole fare un dibattito politico lo si fa, ma la mozione di sfiducia e’ un’altra cosa. Chiedo quindi ai gruppi di maggioranza di fare tesoro di questo atteggiamento dell’opposizione e di valutare una nuova modalita’: voto di fiducia sempre. Ringrazio i colleghi di maggioranza e chiedo loro di valutare questa nuova modalita’: voto di fiducia sempre. Non perdiamo tempo. Se questa deve diventare una pratica ordinaria della vita dell’istituzione, applichiamola fino in fondo. Voto di fiducia e facciamo prima”. Poi una battuta: “Ringrazio i 5 Stelle e i gruppi di opposizione per averci garantito lo stipendio e per aver difeso il finanziamento ai gruppi. Dal punto di vista della retribuzione stiamo piu’ tranquilli. Ringrazio i gruppi di
opposizione per il regalo che hanno fatto a tutti i consiglieri regionali d’Italia”.
Duro l’affondo del leader dell’opposizione, Stefano Caldoro: “Noi siamo qui per discutere di politica. Non ci sono mai piaciuti gli attacchi personali mentre e’ corretto fare attacchi politici se si racconta ai campani una realta’ diversa da quella effettiva. Una realta’ che vi ha fatto perdere al referendum. non trascurare che le due opposizioni in consiglio regionale, centrodestra e Movimento 5 Stelle, rappresentano il 60% dei cittadini. Non si possono prendere le decisioni nelle stanze chiuse di Palazzo Santa Lucia, ne’ si puo’ rappresentare la Regione con comportamenti goliardici e pittoreschi”.

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