In pensione a 63 anni: chi potrà andarci e con quale assegno

Il governo vuol rendere più flessibile la Riforma Fornero. Previste penalizzazioni (variabili) per chi si ritira dal lavoro prima dei 66 anni

Anche a quest’ultima classe di lavoratori meno “sfortunati”, dovrebbe esser concessa dal governo la possibilità di mettersi a riposo a 63 anni, seppur con dei tagli all’assegno ben più pesanti di quelli previsti per gli altri aspiranti pensionati. Sempre a questa categoria di lavoratori, potrebbe essere concessa la possibilità di accedere a un prestito previdenziale. Nella fase immediatamente successiva alla messa a riposo, cioè nei primi 2 o 3 anni, le pensioni verrebbero pagate attraverso un finanziamento erogato da una banca o da una finanziaria. Poi, una volta compiuti i 66 anni, il pensionato sarebbe obbligato a restituire le somme prese a prestito, attraverso un trattenuta sul futuro assegno erogato dall’Inps. Dato che i potenziali debitori sono molto anziani, lo stesso Inps si impegnerebbe a fornire alle banche un’assicurazione contro il rischio di morte di chi ha beneficiato del prestito, in modo da garantirne comunque il rimborso. Bisognerà aspettare ancora un po’ di mesi, tuttavia, per conoscere più nel dettaglio le varie soluzioni scelte dal governo. E’ innegabile, però, che l’esecutivo non sia intenzionato a sborsare moltissimi soldi per rendere più flessibile la legge Fornero. La somma che verrà stanziata, a quanto pare, è attorno a 1,4 miliardi di euro, ben inferiore agli almeno 5-6 miliardi di spesa che sarebbero necessari per consentire a tutti i lavoratori italiani di mettersi a riposo a 63 anni, senza se e senza ma.

http://www.panorama.it/economia/lavoro/pensione-63-anni-chi-potra-andarci/

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